La storia del tartufo

Il tartufo ha origini antichissime basti pensare che alcuni studiosi ritengono che fosse già conosciuto e consumato al tempo dei Sumeri, dei Babilonesi e degli antichi Egizi e presso queste civiltà era considerato cibo degli Dei.

In Europa è noto da almeno 2000 anni come testimoniano scritti e citazioni come Naturali H di Plinio il vecchio, che ha dedicato a questo fungo un intero capitolo. Il tartufo era molto apprezzato dai Romani che però cucinavano tarfezie raccolte in nord Africa e Medio Oriente. In epoca Rinascimentale veniva consumato in tutti i banchetti più fastosi, tanto che nel 1500 Alfonso Ciaccarelli medico umbro scrive il primo trattato sul tartufo classificando i tartufi con i funghi. Inoltre si pensa che il Conte Camillo Benso di Cavour nelle sue attività politiche utilizzava il tartufo come mezzo diplomatico e Lor Byron lo teneva sulla sua scrivania perché il suo profumo gli destasse creatività.

Nel settecento il conte de Borch e sucessivamente Vittorio Pico iniziarono una vera e propria classificazione dei tartufi ma è soltanto nel 1831 con la “Monographia Tuberacearum” di Carlo Vittadini che si ottiene la prima descrizione dei tartufi presenti in Lombardia.

Nel 900 il tartufo bianco pregiato e in particolare quello d’Alba ha acquistato fama internazionale grazie all’opera di promozione di Giacomo Morra, albergatore e ristoratore di Alba giustamente incoronato Re dei tartufi.

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